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Typekit

 

TypekitEditor

Typekit è un servizio internet, recentemente comprato da Adobe, che permette di utilizzare una vastissima libreria (tipo qualche migliaio) di font. Ci sono tre pacchetti a pagamento (da 25$ a 100$ all’anno) e uno gratuito. Con il pacchetto gratuito avete accesso ad una libreria ristretta (ca. 3280 font!), potete utilizzarne solamente due per sito e nell’angolo in basso a destra resta il logo di Typekit.

Una volta ho letto su una manuale di Latex, che non bisogna mai esagerare con i font. Bisognerebbe limitarsi a due: uno per il testo e uno per i titoli. Per cui il pacchetto “Free” è quello che fa per noi.

L’utilizzo è semplicissimo: si copia il collegamento al javascript di Typekit nell’head del sito ed il gioco è fatto. I font vengono gestiti con il typekitEditor, una semplicissima WebApp.

Al momento attuale stiamo utilizzando Blambot casual per i titoli e Gesta per i paragrafi. La cosa bella però è cambiare!

Chi non pensa

Ogni tanto mi chiedo se la gente pensa quando parla. Una serata qualunque davanti alla televisione. Ci sta Gerry Scotti che cerca di infilarmi una bottiglia di acqua che potrei benissimo ottenere aprendo il rubinetto di cucina. Oltre ad elencare le proprietà taumaturgiche della suddetta, ci mostra con orgoglio la nuova bottiglia da un litro. Eccezionale, rivoluzionaria, comodissima e via disdicendo. Qual è il suo segreto? La forma super-compatta! Ma porca… La forma super-compatta??? Ma come fai a rendere più compatto un litro d’acqua? Spiegamelo! Un litro è un litro, c’è poco da fare! Hanno forse scoperto il segreto del gonnellino di Eta Beta? O della borsetta di Hermione?

Ma non finisce qui, come diceva Corrado alla fine della Corrida. Volete sapere un’altra proprietà dell’acqua in questione? Ebbene, l’acqua San Benedetto aiuta nell’idratazione del corpo. Aiuta? Ma come aiuta? E chi idrata, allora? Gerry Scotti? La rondine?

Cosa non si dice e quanto poco si pensa per vendere un po’ di acqua.

È come guardare Twin Peaks

Guardando la televisione in questi giorni, molte trasmissioni si occupano del caso di Sarah Scazzi.

Sembra un po’ di giocare a Cluedo, con i personaggini che si muovono sul tavolo da gioco. La vittima, la famiglia della vittima, l’omicida, la famiglia dell’omicida (che è poi anche la famiglia della vittima, almeno non bisogna ricordarsi troppi nomi), gli inquirenti, i giornalisti più disparati (e disperati) ed infine la gente qualunque che c’entra poco o niente (ma proprio niente) con i fatti successi e che vuole sapere cos’è successo. Diamo un occhiata a cosa succede in garage. Continua a leggere »